QUALE POESIA OGGI
Quando si chiede che tipo di poesia circola nel mondo d'oggi, tale domanda pone l'accento sull'esistenza della poesia nei momenti di crisi.
Secondo molti autorevoli poeti, italiani e stranieri, questo mondo è il dominio permanente e l'indirizzo presente della poesia, e lo sarà per sempre. con questo mio incipit intendo affermare che il produrre poesia si è sviluppato in tutte le parti del globo terrestre parallelamente all'evoluzione dell'Homo erectus e che resterà a far parte del pianeta fino alla sua fine.
Ma quando si continua ad assistere personalmente, come sta capitando alla nostra generazione sopraffatta dalla globalizzazione, a eventi che la logica del capitalismo avanzato muove persino l'inconscio degli individui, la poesia e i poeti possono insorgere.
L'essenza di un poeta non è quella d'essere un principe baciato dalla dea bendata ma quella di diventare un modesto questuante di atti creativi che siano, essi stessi, traduzioni di segnali universali o dell'animo umano. Egli ha il compito di risvegliare il mondo con la sua presenza, con i suoi messaggi.
A questo punto so di certo che molti scrittori e poeti sono stati, e lo sono tutt'oggi, impegnati nella lotta contro il tentativo di ghettizzare la poesia e il poeta, portato avanti da una società materialistica e consumistica.
Tuttavia, dare una propria testimonianza di produttori di poesie in vari luoghi, potrebbe essere un nuovo contributo a rendere visibile quel presente sempre più stretto dove sono rinserrati gli uomini dai mondi di produzione e di consumo.
Orbene, ho la netta sensazione che la nostra epoca è sottomessa alla tirannia dello sfrenato consumismo, non già come tributo per l'accesso all'abbondanza delle cose materiali a disposizione del momento, ma come terribile atrofia della nostra mente spirituale, del nostro tema della scrittura. Qui la poesia mi appare come un possibile antidoto: in questo campo ciò è senza dubbio il desiderio di aprire la parola incantata e appartata, di dilatarla, di sentire e fare sentire i suoi benefici influssi, di lasciare entrare nelle menti dei distratti viaggiatori terrestri i suoi verginei strali.
La poesia, quindi, per me rappresenta una via privilegiata d'accesso al senso profondo della comunicazione tra esseri viventi presenti e passati. E se ciò è vero, la poesia concorre alla ricostruzione di una struttura sociale vittima delle invisibili leggi del silenzio e dell'economia, perché lei nasce dalla nostra umanità, per cui ha la capacità di vitalizzare i valori sacri, misterici e sapienziali della letteratura.
La poesia sarà allora come l'amore - e nella coscienza della nostra finitezza - ciò che ci solleva quotidianamente dalla nostra morte psichica e spirituale.
A questo proposito il poeta russo Viktor Sklovskji osserva che nel linguaggio di tutti i giorni noi vestiamo fatalmente la corazza dell'abitudine e non prestiamo più attenzione ai vocaboli che usiamo. Non li ascoltiamo più. Per ciò stesso se le parole ci permettono ancora di ricordare i valori, allora ci spingeranno a cercarli e a collocarle al posto giusto.
Orbene, se designiamo con Shelley la poesia come antitodo al processo di alienazione della società contemporanea, l'apparire di una raccolta di poesie deve essere salutato come un evento particolare, qualcosa di nuovo che arricchisca e potenzi l'animo, la coscienza dell'essere pensante e, nel contempo, recuperare e affermare la sua identità.
In un mondo dedito alla devastazione, alla distruzione, alle negazioni feroci, l'affermazione del sentimento, dell'amore universale deve attraversare i campi minati di una società internamente vincolata dal sistema mercantile.
Se, dunque, la poesia avrà come scopo principale di veicolare attraverso la parola libera i veri valori della vita, nessun poema sarà così grande, così nobile, così autenticamente degno del nome di poema, di quello che sarà stato scritto solo per dare energia ad altre tipologie poetiche.
apollo